Per trattenermi a te

 In fondo ai tuoi occhi

 ho visto l’inizio del mio

 futuro. L’avevi ben celato

 per trattenermi a te. Ma

 non avevi fatto i conti con

 l’azzuro trasparente in cui

tu nuotavi  a concepir bugie.

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19 thoughts on “Per trattenermi a te

    1. Buongiorno Marcello, mi scuso se rispondo
      solo ora. Comunque, una donna s’accorge subito
      quando dall’altra parte soffia vento d’ ipocrisia.

      Grazie e buona giornata.
      Mistral

  1. reinterprentando in chiave pessimistica uno scritto di Gibran, dovremmo ricordare che tra le ali dell’amore è sempre nascosta una spada … non vuol certo dire che dobbiamo rinunciare al diritto di volare, ma sicuramente dobbiamo accettare degli atterraggi di emergenza con qualche perdita.

    1. Allora bisogna sempre attrezzarsi con un bel
      paracadute, così quando arrivano forti turbinii ci lanciamo
      a volo d’angelo, sperando in un prossimo volo senza
      atterraggi di fortuna.

      Grazie del tuo bel pensiero
      Buona serata
      Mistral

    1. … E perdenti.
      Ma non possiamo arrenderci.
      Così risaliamo sulla giostra e facciamo un’altro giro

      Grazie, e buona serata
      Mistral

  2. leggere la paura negli occhi,
    non l’allegria immemore del ragazzo,
    difficile se si ama,
    ancor più se si pensa:
    voleremo assieme.
    Mentre cresce il celare
    per non perdere
    finché si dissolve l’incantesimo
    e l’abbraccio perde la sua forza.
    Buon fine settimana Mistral,
    non si impara mai, è bello saperlo allegramente

    1. I detti sono fatti per essere sfatati.
      Non sempre ( anzi mai) gli occhi rispecchiano
      la beltà dell’anima.
      Uno sguardo mirato e ammirato può
      farci cadere in schiavitù.
      Ma è l’eterno gioco dell’amore, e senza di “lui”,
      la vita perde sapore e gusto.

      Grazie caro Willy
      Mistral

  3. Credo che l’amore sentito
    si dipinga sempre nei nostri occhi…
    ne vediamo il riflesso
    e lo dipingiamo come il nostro cuore vuol sentire…
    Capita di prendere un abbaglio…
    è vero…
    ma nulla ci regalerà quegli attimi meravigliosi nel momento in cui abbiamo dipinto emozioni…
    Ti abbraccio Mistral

    P.S.
    Sei dolcissima e bravissimaaaa … a te i miei complimenti!!!

    1. Non si può sempre trovare ciò che si desidera
      Ma tornando a cercare non possiamo far
      altro che affidarci di nuovo ad uno sguardo che
      ci allieta il cuore.

      Magia sono i tuoi complimenti
      Grazie
      Mistral

    1. Ciao Nando, crederci sempre.
      L’amore è l’unica gioia vera di questa vita.

      Grazie, neanche tu sei da meno
      Buona serata
      Mistral

  4. Ecco, qui si svela l’inganno

    ATTO II SCENA VIII

    Scena ottava

    (Detti. La Regina giunge fra tuoni dalla botola centrale, in modo da venirsi a trovare proprio davanti a Pamina.)

    Regina
    Indietro!

    Pamina
    (svegliatasi)
    Oh dèi!

    Monostatos
    (rimbalza indietro)
    Ahimé! – questa è – se non m’inganno, la dea della notte.
    (rimane completamente immobile)

    Pamina
    Madre! madre! madre mia! –
    (le cade fra le braccia)

    Monostatos
    Madre? ehm! è meglio origliare di lontanto.
    (sguscia via)

    Regina
    Lo si deve alla violenza con la quale ti hanno sottratta a me, se io ancora mi chiamo tua madre. – Dov’è il giovane che ti ho inviato?

    Pamina
    Ah madre, è tolto per sempre al mondo e agli uomini. – Egli si è consacrato agli iniziati.

    Regina
    Agli iniziati? – Figlia infelice, così mi sei sottratta per sempre. –

    Pamina
    Sottratta? – Oh fuggiamo, cara madre! Sotto la tua protezione resisto a qualsiasi pericolo.

    Regina
    Protezione? Cara figliola, tua madre non può più proteggerti. – Con la morte di tuo padre il mio potere è svanito.

    Pamina
    Mio padre –

    Regina
    Consegnò volontariamente agli iniziati il settemplice Cerchio del Sole; questo potente Cerchio eliaco Sarastro lo porta sul suo petto. – Quando ne discussi con lui, così mi disse con fronte corrugata: “Donna! la mia ultima ora è giunta – tutti i tesori che ho posseduto sono tuoi e di tua figlia.” – “E il Cerchio del Sole che tutto distrugge”, – lo interruppi precipitosamente, – “È destinato agli iniziati”, rispose, “Sarastro lo saprà amministrare da uomo, come me sino ad oggi. – Ed ora, non una parola di più; non ricercare l’essenza, ch’è incomprensibile allo spirito femminile. – Il tuo dovere è di affidare te e tua figlia alla guida degli uomini saggi.”

    Pamina
    Cara madre, in conclusione, dopo tutto ciò, anche il giovane mi è dunque perduto per sempre?

    Regina
    Perduto, se tu, prima che il sole colori la terra, non lo persuadi a fuggire attraverso questa volta sotterranea. – La prima luce del giorno decide se egli verrà dato completamente a te o agli iniziati.

    Pamina
    Cara madre, non potrei allora amare il giovane come iniziato, altrettanto affettuosamente quanto lo amo ora? – Mio padre stesso era invero legato a questi uomini saggi; parlava continuamente di loro con entusiasmo, lodava la loro bontà – la loro intelligenza – la loro virtù. – Sarastro non è meno virtuoso –

    Regina
    Cosa sento! – Tu, mia figlia, saresti capace di difendere i princìpi abietti di questi barbari? – Di amare un uomo siffatto, che, alleato col mio nemico mortale, preparerebbe in ogni istante solo la mia rovina? – Vedi qui questo acciar? – È stato affilato per Sarastro. – Tu lo ucciderai e mi consegnerai il potente Cerchio del Sole.

    Pamina
    Ma madre carissima! –

    Regina
    Non una parola!

    [N. 14 – Aria]

    La vendetta dell’inferno ribolle nel mio cuore,
    Morte e disperazione m’infiamman
    [tutt’intorno!
    Se Sarastro non patisce le pene della morte

    Tu non sei più mia figlia:

    Sii per sempre ripudiata, per sempre
    [abbandonata,
    Distrutti sian per te tutti i legami naturali,

    Se Sarastro non impallidirà a causa tua! –

    Udite, dèi della vendetta – udite! il giuramento
    [di una Madre! –
    (sprofonda)

  5. Carissima amica, con questa “quasi poesia” dai alla parola Futuro il senso di Passato.
    E ciò avviene per mezzo dell’ingannevole azzurro incanto di un paio d’occhi bugiardi, truffaldini.

    Mi viene in mente un’altro inganno, messo in musica sempre dal grande Amadè:
    Lo conosci anche tu, sicuramente, l’inganno della regina della Notte.

    Atto I. Scena VI.
    (Qui, chiede aiuto, disperato amore di madre cui viene rubato il bene più prezioso, la propria figlia.)

    La Regina siede su un trono, adornato di stelle trasparenti. (Detti.)

    [N. 4 – Recitativo ed Aria]

    Regina
    O non tremar, mio caro figliolo,
    Tu sei puro, saggio, devoto –
    Un giovane come te saprà al meglio
    Confortar questo cuor materno
    [profondamente afflitto. –

    Al dolore sono stata eletta,
    Da che la mia figliola mi è lontana.
    Con lei se n’è andata ogni mia felicità,
    Un malvagio fuggì portandola via.
    Ancora vedo il suo tremare
    D’impressionante terrore,
    I suoi palpiti impauriti
    I suoi sforzi atterriti.
    Dovevo vedermela rapire,
    Ah aiutatemi! – è tutto ciò che disse –
    Ma inutile fu il suo supplicare,
    Poiché il mio aiuto era troppo debole.

    Tu andrai a liberarla,
    Tu sarai il salvatore di mia figlia! –
    E se ti rivedrò trionfatore,
    Allora lei sarà tua per sempre.
    (parte con le tre damigelle)

    La scena si muta di nuovo com’era prima…

    http://www.loggiavincenzosulis.it/Flauto_Libretto_italiano.htm

    (prima aria della regina della Notte – adesso ti mando anche il prosieguo)

    1. Carissimo Piero, hai tante passioni, una
      più bella dell’altra, e io mi sento come Davide e Golia.
      Ma ti apprezzo e ammiro.
      Dunque, il flauto magico che già il titolo è tutto un
      programma e … per farla breve mi sono un po’
      documentata e leggendo la trama mi sono stroppicciata
      gli occhi e il cuore per il piacere.

      Grazie e lo dico seriamente per i pungoli che mi invii.
      La grandissima Maria è la ciliegina sulla torta.

      Passa una buona domenica
      Mistral

    1. Ciao Nastro, certo che si rendeva conto, qualche
      volta affogava nella stessa, perché erano troppe e lui
      non le ricordava.

      Buon pomeriggio
      Mistral

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