Aforisma (12)

Beati coloro che trascurano

il progresso: “Sembrano felici”.

                                    Ombreflessuose

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19 thoughts on “Aforisma (12)

  1. Un argomento molto complesso, che ha creato dibattiti già in passato. Diciamo che, come in tutte le cose, ci vuole la giusta misura perché (anche per questo come in tutte le cose) ci sono i pro e i contro. Senza il progresso non saremmo qua a parlare, non potremmo leggerci e quindi rinforzare il nostro amore per la poesia, ma il progresso usato male può anche ridurci a esseri distanti dalla realtà

    1. Buon pomeriggio Adriano, concordo con te. L’ argomento è vasto
      e richiede più approfondimenti.
      Comunque una cosa per me è certa: Il progresso non deve mai
      “schiavizzare” l’uomo.
      Grazie delle tue gradite visite.
      Ombre

  2. la felicità è un fantasma che non si afferra se non nelle sue apparenze immateriali.
    Quando si prova a toccarle la mano… si va attraverso, si entra nelle dimensioni eteree dell’immaginazione, del sogno, dell’illusione…
    Ma il progresso cos’è?
    La materialità meccanica e ripetitiva del progresso indistriale ormai appartiene all’archeologia e non più al nostro tempo: ormai il martellare di una pressa o lo stridere di una fresa non ci rappresentano più di una roncola o di un erpice arrugginito.
    Il progresso è dfatto ormai di idee, pensiero, immaterialità nei quali si è dilatato all’infinito lo spazio, in una dimensione senza confini e senza limiti, e si è contratto il tempo, in un presente che si è emancipato dalla misurazione e dallo scorrere degli astri nel cielo.
    Il giorno e la notte, il qui e l’altrove, sono concetti che il progresso ha ormai cancellato.
    Nelle città non batte più l’eterno ritmo dei soli e delle lune, mentre i nostri scambi comunicativi, magari qui sul blog, ci rendono presenti gli uni agli altri indipendentemente dalle nostre fisiche rappresentazioni. Ma ben di più, un chirurgo da Chicago può operare un paziente di Gerusalemme.
    Molto più ancora, la paternità e la mternità non richiedono più nessuna presenza, nel all’atto del concepimento, nè in quello della gravidanza nè in quello del parto, per i quali è si necessaria una corporeità, ma non quella diretta del padre nè quella della madre naturali.
    E chissà, domani, anche la vita e la morte potranno essere esperienze senza materialità.
    O forse lo sono sempre state.
    Chissà.
    Un abbraccio
    Piero

    1. Caro Piero, la felicità è essere felici senza sapere di esserlo.
      Mi spiego: Cerchiamo e desideriamo cose che poi alla fine, passato
      il momento d euforia della novità, ci reca solo noia.
      Mi sento felice, se per fare 1 km, Trascuro il progresso (non utilizzo la macchina , e mi godo la vista di quel monumento o paesaggio che da anni
      non ricordo neanche più di “avere”. Lo so ,l’esempio è banale, ma dalle
      piccole cose bisogna pur cominciare se non vogilamo regredire come
      uomini. Progresso è anche regresso se perdiamo la nostra Anima.

      Un caro saluto
      Ombre

  3. Non esiste frase più vera. Un grande male del mondo è che un ruolo nella società altro non è che una corsa spietata al potere dove l’uno non si fa scrupoli a calpestare ogni cosa dell’altro, dignità in primis. Nel mondo che amo tanto anch’io, invece, il mondo del semplice, sai perchè noi che abbiamo scelto una vita cosi stiamo bene? Perchè c’è spazio per tutti. Non chiediamo soldi, ma soltanto rispetto reciproco. Non chiediamo potere, ma giustizia.
    Buona giornata! 🙂 con l’augurio che anche tu possa sempre vivere felice e mai decidere di prendere parte a quella spietata corsa.

    Stefano

    1. Caro Stefano,conoscendo un po’ il tuo modo di vivere,
      riconosco la tua sincerità.Il progresso che ci permette di migliorare
      la nostra vita (senza però maltrattare la natura e gli animali) ben venga,
      Ma l’altro, quello che ci droga di futile consumo, rimandiamalo al mittente, e
      camminiamo sempre con occhi ben aperti.
      Buon pomeriggio Stefano
      Ombre

    1. Brava… Alla fine quello che conta è mangiare, anche se ogni giorno sulla
      mia tavola imbandita, ci sono cose che non mangio e non so neanche il
      perché sono lì e … butto via.
      Grazie mille
      Un caro saluto

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