… E il mio nome prese corpo – Racconto bonsai

Sotto un cielo pressante

ho sepolto i miei perché

Era appena estate ma già il

mio nome covava nel grembo

materno. Sbocciò la primavera

e il mio nome prese corpo…

Cominciò la vita.

Ora che il tempo gioca a scacchi

con me, aspetto l’inverno per dar

riposo ai miei tanti perché

   – Ombreflessuose-

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28 thoughts on “… E il mio nome prese corpo – Racconto bonsai

  1. Mhh… Arietina o Pesciolina?
    Non ho ancora capito se dentro di te hai gli strascichi dell’inverno o il preludio di una primavera…

    Scusami, era un po’ che ti leggevo distrattamente, ora cerco di farmi perdonare e donarti la dovuta attenzione…

    Un salutone
    Johnatan

  2. L’ho dovuta leggere con attenzione, più volte. Non perché non la capissi, ma perché un bonsai va studiato e guardato più volte, da molteplici prospettive, prima d’assaporare l’arte che nasconde. Così questa tua, “bonsai” d’una vita-speranza in cui il crescere è dietro quei perché, mai uguali, oppure mai espressi. Un’ode alla vita, in realtà, che profuma stranamente, per me, di speranza, anche in presenza di quei perché che, forse, non avranno mai risposte.
    Complimenti. Un sorriso. RiV

  3. Un mini racconto stupendo introspettivo…Perchè dai riposo ai tuoi tanti perchè?? Devono avere una risposta e non spaventarti a chiedere e soprattutto della risposta dice bene Claudio Torchio…vivi “ora” e non pensare al passato ed al futuro…un suggerimento per vivere meglio…che concordo. Bisous ma chère Mistral

  4. Enigmatica e malinconica… ricordati sempre un saggio detto cinese: “Se c’è una soluzione, perchè ti preoccupi? E se non c’è una soluzione, perchè ti preoccupi?”
    Si potrebbe tranquillamente riscrivere pensando ad una “risposta” invece che ad una soluzione, no?
    Il Dalai Lama (grandissimo!) ha ribadito più volte che c’è un solo momento interessante nella vita: “ora”. Il passato è passato e non esiste più, il futuro non è ancora avvenuto per cui l’unico momento sul quale hai una pur minima influenza è ora, oggi. Occuparsi di qualunque altro momento significa non vivere l’unico momento che puoi effettivamente vivere.
    Questo non significa non pensare minimamente al domani, nel senso di non preoccuparsi di garantirsi di che vivere, ma significa farlo dando il dovuto peso alle cose.
    Un abbraccio
    Claudio

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