Raccontopoesia – Chapter two

[…] “Certe sere d’estate erano per mia madre eterne

Ammazzava il tempo nell’orto di casa annodando pensieri

tra salvia e cicale”*. L’orto era dietro la casa colonica dei nonni paterni

che avevano occupato per lavorare le terre del vecchio barone del paese

Il barone era l’ultimo discendente di una casata debosciata e dalle origini oscure.

A quel tempo mio padre era un giovane timido e di bell’aspetto che amava 

al di sopra di tutto una ragazza del paese: mia madre…. [continua]

Ombreflessuose-

* da Ammazzava il tempo nell’ orto di casa (mia poesia)

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63 thoughts on “Raccontopoesia – Chapter two

  1. Carissima Mistral,
    bravissima come sempre nel creare atmosfere! Mi stai facendo rivivere le vicissitudini amorose dei miei bisnonni, di cui sono venuta a conoscenza tramite i racconti della mia nonna.
    Ora passo alla tappa successiva …
    Primula

  2. Che fortuna per tua madre poter coltivare l’orto nel podere del barone decaduto. Poi entra in scena il padre che stravede per tua madre e ci credo!
    Mi sta divertendo questa autobiogarfia romanzata.
    Un grande abbraccio nell’attesa della terza puntata.
    Gian Paolo

  3. Siamo solo al secondo capitolo e il romanzo sta prendendo forma e creando interesse.
    Sappiamo già tutto della madre, veniamo a sapere dell’esistenza del padre. E c’è pure l’antagonista, il misterioso barone.
    Tutto rientra nei canoni del grande romanzo d’appendice.
    Aspettiamo il seguito.
    Nicola

  4. ecco, tra le altre mi è piaciuta molto l’espressione-immagine che ha già nominato Marta “annodando i pensieri tra salvia e cicale”.
    buon week

  5. Signora delle Ombre e del Vento, nata dall’amore di chi sapeva, con i pensieri, entrare gradito ospite in quel mondo magico tra la salvia e le cicale… resto meravigliato e in attesa, con il mento appoggiato alle mani, continua, ti prego. Le cicale sono legate al giorno più bello che io abbia mai trascorso, anche se non è finito bene… Grazie, per ciò che sai trasmettere con le parole. Buona serata e un abbraccio dolce che viene dal cuore.

  6. Sembra di essere lì e di assistere a quei momenti, assaporando gli odori, spettatori silenziosi di una bella scena 🙂 Grazie Mistral per condurci in questa meravigliosa storia 🙂 Un abbraccio e un felice weekend 🙂
    Andrea

    1. Non era molto grande l’orto di mia madre, ma lei aveva trasformato un pezzetto di terreno incolto e pieno di erbacce in un piccolo luogo incantato di odori e pensieri belli
      Grazie, caro andrea
      Un forte abbraccio
      Mistral

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