Sulla pedana del ridicolo – The fashion of stupidity

Al gran galà dell’ ipocrisia,

stoltezza e vanagloria fanno passerella.

Sulla pedana del ridicolo, pingue risate e

sbiaditi omaggi rallegrano il vuoto.

Abiti clonati e gesti affettati gareggiano per falsità

Ombreflessuose

 

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79 thoughts on “Sulla pedana del ridicolo – The fashion of stupidity

  1. Tra ciò che non sopporto, l’ipocrisia e la falsità sono ai gradini più alti. Eppure sono così diffuse da non essere in molte situazioni l’eccezione, ma il triste ordinario. Meglio essere schietti e parlare con cuore e cervello che coprirsi da maschere e orpelli!
    Sempre brava Mistral. Un sorriso
    Andrea

    1. Caro Andrea, purtroppo l’ ipocrisia nasce, cresce e non risparmia nessuno
      Ma c’è chi ci naviga beatamente dentro e chi viene solo sfiorato
      Non si può dire sempre ciò che si pensa ( pena l’ “emarginazione” )e allora la cosa più consona onesta è stare zitti.
      Un caro abbraccio
      Mistral

  2. Hai descritto benissimo un periodo: il giorno prima della rivoluzione francese o quello che c’era in giro stasera?
    Anche io ho scritto qualcosa che parla di questo. Lo posterò pensando alla tua poesia.
    Ciao Mistral.
    A.

    1. Caro A, questo periodo è oscuro e pieno di buche ingannevoli e Vuote
      Occorre tornare a pensare ad un ‘ altra rivoluzione: quella della Coscienza
      Verrò a leggerti
      Grazie, un abbraccio
      Mistral

      1. ma ormai direi che ferisce “fino a un certo punto”.
        come se non si sapeva.
        e’ che si sbaglia a pretendere dalla gente, in genere.

        1. Ferisce perché si è inermi di fronte a qualcosa o qualcuno che credevi diverso
          Non pretendo nulla dalla gente, ma se rispetto vorrei anch’io rispetto
          Buon sabato sera
          Baci da Mistral

    1. Caro Nicola, se avere un blog diventa fatica e doveri, la cosa migliore è allontanarsi ma tenendo il tuoi scritti a disposizione di coloro che ti apprezzano e amano
      Un caro abbraccio
      Mistral

  3. Mistral, versatile blogger, la passerella sta per cedere, il peso della stupidità è troppo.
    Ma l’ ipocrisia non riposa mai
    Cordiali saluti
    R.

  4. La scena che hai descritto mi ricorda il teatro della mia vita … aggiungere altro è superfluo se non che non sono attore ne comparsa. Grazie per la fotografia, elegante, della realtà odierna.

    1. Caro Raf, siamo nell’ anfiteatro della vita: teatranti, figuranti e spalle si danno il cambio per recitare al meglio. Noi possiamo solo applaudire e ridere come ebeti o abbandonare tale postazione
      Un grande abbraccio da Mistral

  5. Sulla pedana del ridicolo,
    viaggia il tempo del silenzio,
    che, come assenzio,
    lascio il cuore in pericolo.

    Su quella pedana,
    pericolo di morire
    per poi finire
    di vita ciarlatana.

    Cordialità mia signora

  6. Il gala dell’ipocrisia è un gran ballo in maschera a cui partecipa tutta l’umanità.
    Pochi sono gli esclusi e spesso sono derisi dagli affettati, azzimati e costumati.
    Sulla pedana del ridicolo si danza, si ride e si riscuotono omaggi.
    Ma quegli applausi non aprono le porte del successo, solo quelle del ridicolo.
    Concordo con questa tua visione del mondo: la solitudine non pesa. E’ la compagnia un bene raro è prezioso.

    Un abbraccio,
    Piero

    1. Nessuno è immune per un attimo o poco più dalla ipocrisia sul palco della vita
      La cosa che fa riflettere è sapere di essere ipocrita e far finta di nulla
      Non ho tanti anni sulla mia carta d’ identità ma la vita mi ha insegnato a riconoscere
      chi ci vive ingannando e chi neanche se ne accorge ( purtroppo)
      La solitudine non s’ accompagna con chiunque
      Un abbraccio da Mistral

  7. Bellissima! Sai quanto io sia sensibile a questo argomento. Circondati da pavoni che fanno la ruota, finti colti che travolgono con la loro tracotanza, inficiando conoscenze che esistono alla base, teatranti anche di basso valore … Insomma l’intelligenza è altro.
    Un abbraccio Mistral e, citando il grande Dante, “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”
    Primula

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