Il silenzio eterno degli occhi – Racconto bonsai –

Il comignolo della vecchia casa di Marta

fumava stanco: come una vecchia locomotiva a vapore

Sul viale, la neve, adagiava i suoi passi.

Lontano, la primavera, timidamente apriva i suoi occhi

Marta, silenziosamente li chiuse per sempre

Ombreflessuose

Annunci

98 thoughts on “Il silenzio eterno degli occhi – Racconto bonsai –

  1. Struggente, intenso, poche righe per infondere innumerevoli emozioni…

    Sul finale ho avuto un brivido. Davvero di impatto il contrasto tra il gelo invernale e la primavera che avanza da lontano, e che apre gli occhi proprio quando quelli di Marta si chiudono nel sonno eterno.
    La vita e la morte, la fine che diviene un nuovo inizio, il punto di arrivo che è punto di partenza nel ciclo perpetuo delle stagioni, della natura, dell’esistenza umana… solleva così tante riflessioni, insieme alle emozioni, questo Tuo “affresco” che ho assaporato in tutta la sua meraviglia!

    Un abbraccio e grazie a te, cara Mistral.

    1. Vita e morte, fasi della nostra essenza con la natura, madre e a volte matrigna ad ospitarci
      Cara Chandra, i miei scritti ( che chiamo bonsai) sono più o meno tutti così: con le emozioni, sensazioni,chiuse in poche righe
      Grazie, quando l’ ho scritta, mi sono commossa tanto
      Un abbraccione
      Mistral

      1. E la tua bravura è data anche dalla capacità di farci arrivare tutta questa tua commozione… un “Potere” (inteso anche nell’accezione del verbo) che in pochi possono vantare.

        Ricambio il tuo abbraccio, felice week-end! 🙂

  2. Commovente!
    L’atmosfera ovattata e stanca della neve che quasi soffoca tutto, anche la vita. A tal punto che la primavera non riesce quasi a svincolare le sue forme dai lacci dell’inverno… Marta, stanca come le nuvole di fumo che escono dal comignolo, rimarrà nel silenzio dell’inverno, non udrà i cinguettii della primavera.
    Grazie Mistral.
    Baci da Andreas

  3. Una coltellata al cuore, l’ultimo verso, terribilmente crudele, in un paesaggio da fiaba così candido e dolce.
    Anche se non l’hai citato, si vede il sentiero di sangue, su cui cammina un toro, con passo che rimbomba, ma pesante di morte, perchè la morte pesa come un toro, un peso insopportabile, insostenibile…
    Il lago dove si ferma a bere la bestia è la palude dello Stige, dove le anime soffrono.
    L’ultimo tuo verso è l’ombra della tua anima, cupa, dolente, ferita…
    Non fermarti a bere a quella palude, toro.
    Alza gli occhi nel buio del cielo e nella notte vedi il lago d’argento di questa luna così grande che sa rimarginare la tua ferita…
    Potere di mani, di magia, di sciamani…
    Potere che guarisce, quel mercurio argentino che luccica nell’aria…

    Scusa, Mistral, ma mi ha davvero colpito, quell’ultimo tuo verso…
    Un bacio,
    Piero

  4. L’inizio di una nuova stagione e la fine di una vita…molto bella un abbraccio
    TIM: la tua mail in mobilità con il BlackBerry®

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...