Ho pensato alle mie bambole – Fear

Le prime gocce,

un tuono lontano,

luccicava l’aria.

Sola.

Ripiegata sulla mia paura,

ho pensato alle mie bambole:

Credevo di  non rivederle più

Ombreflessuose

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68 thoughts on “Ho pensato alle mie bambole – Fear

  1. commovente…
    è lo spirito che inseguo sempre: un’età perduta insieme a tutte le sue sensazioni ed i suoi semplici conforti che non vengono capiti quando si è adulti ma che sono tutto il mondo quando si è innocenti

    1. La fanciullezza è forse l’ età più casta e bella
      Ma è soprattutto un passaggio delicato, nel quale tutto può recarti dolore
      E se, abbiamo, ancora, quel Fanciullino in noi, niente è perduto
      Grazie, benvenuto/a
      Baci
      Mistral

  2. Bellissima, come sempre, per le tue poesie… ho pensato molto a cosa scriverti e sento sempre di essere inadeguato. Ma se puoi essere indulgente, proverei a dirti:
    Correte, bambole, amiche…
    scacciate la paura,
    allontanate la tempesta,
    lasciatevi abbracciare,
    perché lei torni a sorridere,
    perché sappia di non essere sola.

    M’inchino, come sempre, Signora delle Ombre e del Vento, grazie.

  3. Sembra di toccarla la tua angoscia di allora… cara Mistral, mi spiace per questa tua brutta esperienza. Ciò che ci segna così in profondità da bambini non ci lascia più, purtroppo… Con la razionalità di adulti cerchiamo solo di imparare a conviverci.
    Quella bimba impaurita io l’avrei stretta a me e le avrei accarezzato i suoi bei capelli finché il temporale non fosse passato.
    Un bacione :-*

    1. Hai ragione, carissima.
      La paura dei temporali, da quel momento, si è radicato così forte in me che, con tutta la logica possibile, non riseco a strappare
      Tenera e dolce Aurore, grazie ❤
      Abbraccione
      Mistral

  4. Legami indissolubili non sempre piacevoli che comunque tormentano e scavano.
    Come se glielo permettessimo.
    Nonostante noi.
    Perché mai quelle bambole
    staranno al sicuro.

    Buona giornata Mistral

    Uomo

  5. Innocenza e paura hanno qualcosa in comune, mi pare, sono due facce della stessa medaglia.
    La tua poesia è voce di bimba, rombo di tuoni lontani, scrosci di temporali fuori dalla finestra, paure e timori, bambole, innocenza che si sente in pericolo…
    Bell’atmosfera, intensa, ma anche nitida.
    Un abbraccio,
    Piero

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