Il vento s’era da poco calmato – Racconto bonsai

Era una sera d’ inverno, una come tante altre

Eravamo sedute davanti al camino, fissando

incantate il fuoco che arrossiva i nostri volti e

e colorava  anche qualche sogno sbiadito.

 Il vento s’ era da poco calmato, assieme

allo sbattere nervoso di una persiana rotta.

D’improvviso un rumore forte, profondo, vicino:

Ci fece sobbalzare sulla vecchia panca di rovere.

All’ unisono girammo gli occhi  verso la porta della stanza accanto che,

 piano, lentamente, cigolando, traballando iniziò ad aprirsi.

Un urlo, due, tre : un coro strozzato in gola,

la paura dipinta sui nostri volti e, apparve lui… 

…Casillo, il gattone del nonno.

Ombreflessuose

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60 thoughts on “Il vento s’era da poco calmato – Racconto bonsai

  1. Come hai raccontato in modo efficace e sentito un simpatico ricordo ! Proprio bello questo racconto “bonsai”, brava! Che paura quella porta che si è aperta all’improvviso… immagino il tonfo al cuore e poi le risate all’apparire del gattone! Ho sorriso anch’io, grazie cara Mistral. Un abbraccio. 🙂
    Aurore

  2. Sei stata brava.
    Ad ogni riga la tensione aumenta, fino a che Casillo entra in scena… e tutto si rilassa di colpo.

    Piacevole lettura.

    Buona serata.

  3. è per me una delle tue migliori poesie che io conosca,. Mi piace molto la poesia descrittiva, che ha una sua anche piccola trama. Fa più effetto di una basata solo su emozioni o sensazioni personali. Una bella pensata quella del gattone del nonno. Se fosse stato solo un semplce banale gatto, farebbe meno effetto. Il “gattone del nonno” dà un tocco in più al finale a sorpresa.
    Ti suggerisco di continuare su questo filone, mi pare che tu abbia anche l’humor necessario

    1. Caro Italo, come dicevo sopra a Francesco, ho già scritto e pubblicato altri racconti bonsai o racconto poesia.
      E questo è uno già scritto in passato. La storia è solamente un po’ romanzata ma vera
      Casillo era una peste ma guai a rimproverarlo…il nonno diventava pestifero
      Grazie per il tuo consiglio ( ne farò tesoro) .
      Con stima
      Mistral

  4. Molto grazioso questo breve racconto: sai usare le parole con maestria. Ho dato una scorsa al tuo blog: complimenti per poesie e foto! Mi piace molto il tuo spazio!
    Grazie della visita al mio. Un saluto con simpatia.
    Lella

    1. Manca tantissimo, quella peste di Casillo e il nonno…
      …Mi commuovo sempre, ogni volta che lo rivedo nei ricordi con la sua barba incolta e il suo sigarone spento in bocca
      Grazie, un abbraccio
      Mistral

  5. il gatto era un animale sacro, nell’antico Egitto, e ancora oggi è considerato una bestia con poteri magici.
    sarà per gli occhioni fissi e luminescenti, scintillanti, profondi, freddi e impenetrabili…
    Una ferocia a mala pena repressa dall’addomesticamento.
    Lo spirito indomabilmente libero.
    La cattiveria giocosa.
    Il senso di superiore appartenenza a qualche divina forza occulta…
    Non può stupire l’urlo che vi ha strappato quando, accompagnato da spiriti e fantasmi, si è presentato a voi…
    Già.
    Ma a voi, intanto, chi?
    Tu.
    E poi?
    Immagino, si.
    Nella casa del nonno.
    I ricordi di bambina.
    Il tempo e le persone andate e che non ritornano.
    Le lontananze… le assenze…. il dolore…
    In silenzio ti saluto,
    Piero

    1. Eravamo io, la nonna e mamma, in una fredda sera invernale, sedute vicino al camino
      La nonna ci raccontava di un una sua lontana cugina deceduta pochi giorni delle nozze per una brutta caduta dalle scale.
      E quel rumore improvviso,…il vento, la porta cigolante e in quel contesto,la comparsa di Casillo ( l’autore del rumore) ci scosse parecchio
      Amo immensamente i gatti: sono creature che non hanno padroni e sono loro a decidere se amarti o no
      Un abbraccione, grazie
      Mistral

      1. Mia cara Mistral,
        a te, grazie.
        Certi ricordi restano vivi per sempre!

        Anche a me piacciono i gatti, perchè sono liberi e non si fanno mettere in prigione (affettiva) da nessuno.
        Un salutone,
        Piero

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