Favole Scortesi

Povera me disse la cicala

Mi tocca cantare mentre sono tanto infelice

Come ti capisco disse la formica: mi obbligano a lavorare

per colpa di quella *favola

Non vi lamentate disse l’ Uomo

La mia sorte è più crudele:

Mi chiamano  Uomo ma sono soltanto una Bestia

        Ombreflessuose ©

 

Esopo: La Cicala e la Formica

 

 

Beviamo sogni

Chi sono dissi a una spiga di grano.

 Carina, e lo chiedi proprio a me .

Oggi verranno a falciarmi e tu m’affliggi

con le tue menate.

Allora lo chiesi a un uccello curioso

mentre beccava a due metri da me

Siamo nessuno, rispose annoiato

Né io, né il grano, né te,viviamo in eterno.

Ma tu sola puoi bere alla fonte dei sogni

       – Ombreflessuose  © –

Da una vecchia stazione del cuore – Racconto bonsai

Da una vecchia stazione del cuore

sul binario morto di un ricordo d’amore

Un rigido dodici febbraio; si risvegliò un battito

poi  un altro e timidamente altri

Quel vecchio cuore voleva ancora amare

Ebbro di gioa , sorpreso, stupito, eccitato…

Non fece caso che a pochi metri  un uomo,

giaceva morto.

Povero cuore: volevi ancora battere per lei.

Ma lei era  morta quel dodici febbraio insieme al suo amore

Ombreflessuose

Le cinque di un pomeriggio estivo – Racconto bonsai

Ero seduta con la mia amica del cuore

 all’unico bar del mio piccolo paese.

Parlavamo dei nostri sogni e della matematica

che nessuna delle due digeriva, 

Improvvisamente, sbucò dalla strada di fronte, lui:

 il ragazzo che aveva ammaliato entrambe.

Si avvicinò e con fare baldanzoso disse:

“Ciao bambine… ancora in giro a quest’ora?”

Erano solo le 5 di un pomeriggio estivo.

Lui aveva 12 anni, noi solamente… 13

Ombreflessuose